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Articolo di Davide Levi
Fotografie Granata Press Service
La straordinaria vita quotidiana di una splendida ragazza del Texas. E’ bella come una “cover-girl” di Playboy, è spiritosa, gentile e non sta ferma un attimo perché deve badare ai suoi due bambini. Segni particolari: le mancano entrambe le braccia.
Capelli biondi, viso, corpo, altezza da modella: è Barb Guerra, questa splendida ventiseienne texana che state ammirando nelle foto. Divorziata e single per modo di dire, visto che vive con i suoi due bambini a Mesa, Arizona. Segni particolari: le mancano le braccia.
La normalità di
un buon pasto familiare. Barb e suo figlio, gli stessi gesti, nessuna
differenza. Che voglia di incontrarli!
Aveva appena due anni infatti e giocava nel cortile di casa quando afferrò un trasformatore di elettricità e fu folgorata da migliaia di volts. Il suo corpo non volle morire, sorprendendo gli stessi medici, ma entrambe le braccia erano perdute per sempre.
Da quel giorno l’infanzia di Barb fu tremendamente difficile e segnò tutta la sua vita. Ma la dotò, inevitabilmente, di strumenti di difesa e d’attacco che i bambini della sua età non conoscono nemmeno per caso.

Barb ricorda ancora con serena malinconia i pomeriggi tutti uguali passati in solitudine nella sua cameretta della casa di famiglia a Houston. Lei, sola, a piangere. Fuori, a scuola, nel mondo degli altri, i compagni non erano amici, i giochi la escludevano. “I bambini possono essere molto crudeli”, ricorda Barb ancora oggi.
La famiglia era tutto. Il padre, ufficiale di polizia, le faceva sentire la sua protezione, il suo appoggio affettuoso, che non poteva però sostituire la mancanza di affetto e amicizia dei suoi coetanei. “Se oggi ho conquistato la vera indipendenza nella vita di tutti i giorni, lo devo soprattutto a mia madre”, dice Barb. Lei cercò e ascoltò i consigli di persone sapienti ed esperte, e anche di specialisti. Uno di costoro disse alla mamma una cosa che Barb ricorda ancora adesso sorridendo: “Una delle difficoltà maggiori da superare, cara signora, sarà quella di starsene seduta a braccia conserte e non fare nulla per aiutare sua figlia”. Questa madre, questo amore, permise a Barb di imparare a suonare il pianoforte e di nuotare liberamente.
Nacque
il primo figlio, Jordan. E Barb dovette imparare un’altra
cosa importantissima: accudire autonomamente il bambino a cominciare
dal cambio del pannolino
Dopo la scuola superiore, Barb si iscrisse all’Università dell’Arizona. Qui incontrò Mark Guerra, che diventò suo marito dopo appena un anno. Nacque il primo figlio, Jordan. E Barb dovette imparare un’altra cosa, importantissima: un terapista si dedicò a lei e in breve lei fu capace di accudire autonomamente in tutto e per tutto il suo bambino, a cominciare dal cambio dei pannolini.
“Dopo quattro anni tra me e Mark scoppiò la crisi e si arrivò al divorzio. Riorganizzare la vita da sola, con la responsabilità dei bambini, non fu facile… ma la vita è questa, i limiti li hanno tutti, e le difficoltà sono lì per essere superate.”
Barb non allude soltanto ai “propri” limiti, con i quali ha imparato a fare i conti a due anni d’età. I limiti più scomodi, spesso più invalicabili, sono quelli delle persone che incontri nella vita. Ma si supera tutto, lascia capire questa strepitosa ragazza: e può dimostrarlo con i fatti. Con la naturalezza con cui guida l’auto, fa benzina, la spesa al mercato, tutti i lavori domestici.

Un giorno Jordan, che non si è mai posto il problema della diversità della sua mamma, vedendola alla guida, le disse: “Mamma, perché alzi il piede in questo modo?” E la mamma rispose: “Perché sto guidando!” “Ma perché non usi le mani?!” replicò Jordan. “Perché la mamma non ha le mani…e allora devo usare i piedi.” “Che forza!” fu il commento di Jordan.