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Articolo di Girolamo Melis
Fotografie di Paolo Parente
Protagonisti del sorriso e straordinari interpreti di intelligenza, sentimento e verità. Andiamo ad arricchirci di nuova vita con questi due ragazzi di Vicenza
Una corrente di gioco trascina la vita di questi due ragazzi vicentini. Gioco di passione e gioco di sfida, ma anche gioco infantile e gioco teatrale. Gioco di verità, dove tutto è serio e niente è gag.
Egle
e Alessio hanno da sempre un segreto,
ma ora hanno deciso di condividerlo
con Vincere e tutti i nostri lettori.
A partire da oggi, prima puntata
del “ Diario di Egle”.
I due incontri con Egle e Alessio, l’incontro di Vicenza e quello di Milano, sono serviti a conoscerli, ma il grande piacere è stato vederli proprio come loro stessi si erano descritti e raccontati. E che il loro “incontro della vita” fosse avvenuto con un colpo di sguardi, ora sappiamo che cosa voleva dire. E il “bello” è che, guardando le foto di questo servizio, voi stessi ne avrete la prova: si guardano ancora – anche davanti al fotografo – così come si guardarono la prima volta. In scena come nella vita, questi due non smettono di “prendersi”, di concupirsi e di giocare.
Facile puntare su di loro per dare coraggio a chi pensa di non farcela. Semmai, dobbiamo stemperare la “furia” di Egle quando si rivolge agli amici “para” di Vincere, e li “sgrida”, e li vorrebbe invitare a casa loro per vedere, per sentire come non ci siano limiti all’amore. E come una bella ragazza sana intelligente e pepata possa farsi fulminare dallo sguardo di un ragazzo in sedia a rotelle, e rompere gli schemi e i pesanti veli di conformismo, e fargli sentire il proprio desiderio e stanare il desiderio immalinconito dall’andicap.
E vivere la vita come festa libera, impegni di coppia, capricci di ragazzi, discussioni sulla spesa e sulle vacanze. E piano piano coinvolgere le “famiglie” nel piacere della normalità (e Dio solo sa come siano spesso le famiglie i veri ostacoli per una coppia speciale come quella di Egle e Alessio), e riprendere “in due” la vita con gli amici.
MA C’È UNO “SPORT” CHE LI ACCOMUNA…
Stiamo qui nel salotto e nel giardinetto della graziosa casa vicentina, col cane Whisky, con la rossa “formula Uno” Only Type di Alessio, con le pianificazioni di weekend in barca o in parapendio che fanno tremare Egle e che il suo ragazzo non si fa mai mancare, e, su tutto… …lo sport, unico e irrefrenabile, che li accomuna. Che nessuno si offenda, amici lettori, ma stiamo parlando proprio del Re degli Sport, quello che ha come campo di gara il Letto.
Arriva il momento in cui le cose vanno proprio chiamate col loro nome: Egle e Alessio, di professione…fanno l’Amore.
Oh, non arrivano a farlo in presenza del fotografo, questo mai (forse), ma quando ci vengono a trovare in redazione, e per elementare logistica li mettiamo distanti l’uno dall’altro, i loro occhi traforano chi gli sta in mezzo.

A questo punto, ci rendiamo conto d’essere arrivati
al limite. Come potrebbe continuare il racconto della vita di Egle e Alessio?
Ci vuole una svolta. E la svolta aiuta a capire meglio la verità
di questi due ragazzi. Il fare l’Amore è così forte
e autentico che coincide col vivere l’Amore,
E con il sogno della loro vita insieme: avere un figlio.
LA BELLA AVVENTURA

E’ grande e commovente la decisione di Egle (col pieno accordo di Alessio) di vivere con Vincere la più straordinaria esperienza della loro vita. Con l’assitenza di un grande medico, si stanno preparando a rendere ancora più felice la loro sessualità.
Da questo mese, perciò, il Diario di Egle seguirà la bella avventura in diretta. Noi abbiamo scelto senza la minima esitazione di lasciare piena libertà espressiva a Egle, incluse certe semplificazioni medico-scientifiche, peraltro sempre fedeli alla sostanza dei processi e dei trattamenti indicati.
Siamo certi infatti che nessun testo “medicoscientifico” potrebbe essere più chiaro e più coinvolgente, insomma più benefico e incoraggiante per chi voglia superare gli ostacoli verso la gioia di avere un figlio.
Ecco dunque la prima puntata del Diario d’Amore di Egle e Alessio.
Il Diario di Egle
Quando ci siamo conosciuti, io ed Ale non sapevamo praticamente niente della nuova dimensione che il sesso trova nei paraplegici. Abbiamo imparato a tappe, tentativi, e ora abbiamo intrapreso un percorso che vorrei seguire assieme a voi.
Dice
Egle: “Quando ci siamo conosciuti,
io e Ale non sapevamo praticamente
niente della nuova dimensione che il
sesso trova nei paraplegici.
Stiamo
imparando a tappe… e ora
abbiamo intrapreso un percorso che
vorremmo
seguire insieme a voi”.
All’inizio ci siamo rivolti alla dottoressa che seguiva il mio fidanzato durante la degenza in ospedale. Vedete, l’erezione riflessa c’era ma non sufficientemente lunga da permettere un rapporto completo, oltre al resto; quindi la dottoressa ci ha consigliato di provare delle pastiglie che aiutano la vascolarizzazione ed erezione dopo un’adeguata sollecitazione: VIAGRA, CIALIS, VIVANZA. Le abbiamo provate tutte con il risultato che non erano sufficienti e che la loro efficacia era uno su dieci. (E del resto non tutte sono gratuite e nemmeno economiche!) Sfortunatamente ci si mettono di mezzo anche le varie infezioni urinarie, presenti sempre nei pazienti con lesione spinale, e allora ci siamo rivolti ad uno specialista urologo principalmente per curare la vescica e l’apparato urinario in generale.
Qui scopriamo un mondo a noi sconosciuto che comprende tutto ciò che interessa l’apparato genitale maschile.
Sì, nel dicembre 2003 c’è stata la prima visita e qui il dottore ci ha spiegato che è nostro dovere salvaguardare gli organi interni aiutandoli a funzionare bene, in questo caso salvaguardare l’apparato urinario per utilizzarlo al meglio: in pratica se la vescica e l’intestino funzionano bene, anche sessualmente il corpo ci guadagna. Allora, dopo una spiegazione dettagliata su come funziona il tutto, la prescrizione di due esami e l’appuntamento fissato dopo due mesi, siamo tornati a casa entusiasti. “Voglio un bimbo tutto nostro...” sono state le prime parole che ho detto ad Ale montando in macchina… Mi ha guardata e mi ha risposto: “Anch’io, e questo mi sembra il modo giusto”. È un percorso, con alcune tappe da toccare: la prima è di liberare dalle infezioni la vita quotidiana, quindi non avere più la preoccupazione di perdite non gradite! Perciò, secondo le esigenze di Ale, il medico gli ha prescritto una cura farmacologica preventiva, una scintigrafia e una videourodinamica per verificare l’effettivo stato “di salute” della vescica.

Ed eccoci ad una seconda tappa del viaggio: ai primi del
marzo scorso siamo andati dallo specialista, e lui, dopo essersi accertato
del buono stato dell’apparato urinario di Ale, ci dice: “OK
ragazzi, se la macchina completa non ha problemi, si passa a migliorare
le varie parti che la compongono singolarmente”. E ci ha spiegato
che preferisce un trattamento localizzato piuttosto che usare le pastiglie,
non sempre sicure di un risultato e complicate da usare visto che bisogna
programmare il momento intimo almeno un’ora prima.
Quindi in questi giorni torniamo da lui per le prime prove atte a migliorare
la nostra vita sessuale, che è già bella, e per fare in
modo di poter procreare nell’intimità della casa senza dover
seguire tutto l’iter medico della fecondazione in vitro e assistita.
Naturalmente non è detto che funzioni, ma già molti suoi
pazienti hanno avuto bimbi in questo modo, quindi si prova… non
si sa mai!