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Articolo di Girolamo Melis
Fotografie di Paolo Parente
A 2700 metri d’altezza, sotto una nevicata di giugno, all’Ospizio del Colle del Gran San Bernardo, il giovane inabbattibile professor Francesco Fazari respira, con la sua Scuola, con i suoi Ragazzi, l’aria buona di un primo unanime riconoscimento, l’aria frizzante per ripartire con nuove e più intense energie.
C’eravamo. E con noi di Vincere c’erano tutti i nostri lettori, di Catanzaro e di Vicenza, di Pordenone e di Perugia, di Torino, di Roma e di tutta l’Italia. C’eravamo ma non solo da spettatori, c’eravamo da amici, da sostenitori appassionati, da accompagnatori di questa emozionante avventura che la Scuola ISIP di Aosta ha voluto regalare a tutte le Scuole del nostro Paese.

C’era il Presidente della Regione Valle d’Aosta Carlo Perrin, l’Assessore all’Istruzione Teresa Charles, l’Assessore alla Sanità Antonio Fosson. C’era il Priore dell’Ospizio del Gran San Bernardo Jean Marie Lovey, il Direttore del Segretariato Sociale della RAI Carlo Romeo. C’era, festeggiata e premiata con il Premio Speciale San Bernardo 2004, Lorella Cuccarini.
E c’era Maria Gabriella Ostinelli, Sovrintendente all’Istruzione della Valle, carismatica e inarrestabile, proprio lei che ha tenuto a battesimo e ha difeso il Progetto di Tutoraggio del professor Franz Fazari.
Con Fazari, non poteva mancare il dirigente scolastico Demetrio Martino, alcuni ragazzi della prima classe OMT (la classe di Franz) e della quinta TST (la classe che – ad anno scolastico avviato – ha raccolto il testimone del tutoraggio, con la professoressa Gloria Cocchetti. Il parterre des rois era occupato dai ragazzi di Franz e di Gloria: Fabio, Andrea, Francesco, Mattia, e Steve, Fabio, Ester.
Ospite d’onore,
la principessa della Vallée,
Mafalda Zimara, radiosa.Mattia, e Steve, Fabio, Ester.

Sentite, amici: potremmo farvi la cronaca delle belle parole, dei tanti complimenti, degli occhi lucidi. Ma niente può raccontare questa Festa come e quanto una lezione rara e incoraggiante. Questa: che un uomo con pochi mezzi e pochi aiuti, sostenuto da persone di qualità ma non “di potere”, nutrito da una fede somigliante al furore, sia riuscito in un’impresa che non riesce ai Ministri e alle Organizzazioni. Che ci sia riuscito in una città e in una terra che l’Italia conosce solo per le montagne e le piste di sci. E che – questo ha del miracoloso – abbia oggi visto e sentito intorno a sé, alla sua Scuola amata, l’abbraccio di un piccolo popolo.
Se poi vi fosse capitato di parlarci, con questo Franz infuocato, nel pieno della Festa, vi sarebbe capitato di venire quasi maltrattati. Perché il prof già non ne può più del passato. Quest’avventura è archiviata, per lui. Ora si deve fare il balzo in avanti. Ora si devono preparare strutture adeguate per accogliere i disabili che escono dalle scuole superiori. Ora il suo sguardo e la sua progettualità si rivolgono all’Università della Valle d’Aosta. E se “invece di continuare a farci tutti questi complimenti”, dice Franz, si “sfruttasse bene” questa giornata, si raccogliessero le energie della Regione e, per fare un esempio, del CSV – Centro di Servizio per il Volontariato, e del Segretariato Sociale della RAI, e della Stampa Locale, e insomma se…