vai al contenuto della pagina

Questo sito è accessibile da tutti i browser e gli user agent, ma il design e alcune funzionalità minori dell'interfaccia saranno visibili solo con i browser che rispettano gli standard definiti dal W3C

Sito ad alta accessibilità

Vincere: dall'handicap all'handicÙP!

Vincere: dall'handicap all'handicÙP!




ti trovi in: home > Archivio > Sordità, frustazioni, emozioni, speranze

Sordità, frustazioni, emozioni, speranze

Se mi guardi TI SENTO

di Loris Facchinetti

Nel rispetto della risoluzione dell‘Unione Europea, i Francesi stanno già inserendo la Lingua dei segni nei programmi delle elementari. Ma solo se la scuola si aprirà totalmente, il bambino non udente potrà essere messo in condizione di comunicare con il mondo in maniera completa. E, in questo, l’Italia può essere un Paese d’avanguardia. È il sogno di Ida Collu, presidente dell’Ente Nazionale dei Sordomuti.

 Ida Collu, presidente
dell'Ente Nazionale Sordomuti

È un continente inesplorato, separato, diverso, un arcipelago indefinito e rarefatto dove gli abitanti comunicano in lingue sconosciute fatte di segni, di espressioni, di gesti, di simboli. È un pianeta dove vivono uomini, donne e bambini che sorridono, piangono, soffrono, gioiscono come tutti e come tutti amano e sognano, ma diversamente da tutti noi, non possono sentire. Sono i “non udenti”. Nessun rumore. Non un suono, un fruscìo, un sussurro. Non un brusìo, un mormorìo sommesso, un canto lontano, un’allegra risata, un frinire di cicala. Niente ticchettìo di pioggia o frangersi di risacca o rombo di tuono. Mai parole dolci d’amore, vagiti di bimbi, gemiti di dolore. Non uno stormire di foglie, un sibilo del vento, un grido, una melodia, una musica.

Nessuna voce per bisbigliare, per urlare, per invocare, per pregare. Mai una voce per chiamare, per cercare, per parlare. Mai il suono del “tuo” nome. Mai la magia del “suo” nome. Mai. Silenzio: più che nelle inaccessibili altitudini di un monastero tibetano, più che tra le mistiche ombre di un’antica clausura, più ancora che nel deserto tra le pietre consumate di un nascosto eremo o nella solitudine sconfinata dell’oceano. Nessun rumore, nessun’ eco. Il silenzio.

È la patria della comunità dei sordi. Pensieri, immagini, paure e sentimenti cercano sentieri impossibili per tramutarsi in parole e suoni. Slanci, sogni e desideri si spengono prima di bussare al cuore e alla mente degli “altri”, trattenuti sulla soglia della società della parola, esitanti sul confine invisibile che separa il silenzio dal suono.

Ma è anche un mondo dove ogni vibrazione, ogni palpito, ogni piccola sfumatura, ogni leggero fremito dell’anima diventano un linguaggio pieno ed intenso, vasto e profondo, unico ed essenziale come linfa che alimenta e nutre la vita. Comunicare. Comunicare con gli “udenti”, padroni della parola, dominatori dei suoni, costruttori della società del rumore, indifferenti protagonisti di una civiltà che produce esclusioni e crea emarginazione, è il dramma ed il desiderio millenario della “comunità silenziosa”.

«I sordomuti dalla nascita, giunti all’età maggiore, si reputeranno inabilitati di diritto, eccetto che il Tribunale li abbia dichiarati abili a provvedere alle cose proprie».

È l’articolo 340 del Codice Civile del 1865, rimasto in vigore fino al dicembre 1938 quando ne fu modificato il numero e, soprattutto, il testo:

«possono infine essere inabilitati i sordomuti dalla nascita che non abbiano ricevuto una rieducazione sufficiente».

Fu un primo segno di cambiamento. I “non udenti” iniziarono finalmente a diventare soggetti giuridici e fu loro riconosciuto il Diritto di essere e sentirsi persone. Non urlarono, ma piansero di gioia. In realtà la prima grande conquista legislativa avvenne nel 1923, il 31 dicembre, quando fu approvata la legge che sancì il diritto alla educazione scolastica dei sordomuti nella scuola pubblica. Fu allora che in Italia incominciò il lento, faticoso, interminabile avvicinamento del mondo dei non udenti al mondo degli udenti, fu in quel momento che i sordi conquistarono il diritto alla dignità, ma soprattutto fu allora che nacque la speranza in un futuro migliore.

Il calvario giuridico dei sordi ha inizio agli albori della civiltà, all’origine delle regole, alla nascita delle prime norme sociali, quando ogni patto, ogni alleanza, ogni contratto veniva sancito da rituali eseguiti con formule e parole sacramentali pronunciate ad alta voce. I sordomuti non articolavano parole, non padroneggiavano suoni, non possedevano voce: vennero esclusi da ogni patto, di conseguenza da ogni diritto. E continuò così, secolo dopo secolo. Nel diritto antico Roma non li riconosceva come persone giuridiche. Nel diritto romano classico erano rappresentati sempre da un tutore. Con Giustiniano venne per la prima volta fatta la distinzione tra sordomuti dalla nascita e sordomuti accidentali. Bisogna arrivare al diciottesimo secolo in Francia, perché inizino le prime discussioni sulle capacità giuridiche dei sordomuti dalla nascita.

Leggere le parole

Così, anno dopo anno, confinati ai margini della vita sociale, accettati con commiserazione o sopportati con fastidio, i sordi hanno inventato una loro lingua, hanno imparato con insuperabile maestrìa a leggere le parole dai lievi movimenti delle labbra, hanno esercitato la vista facendone un’arte capace di “capire” da ogni segno, da ogni più piccolo dettaglio, da ogni impercettibile particolare, l’intenzione ed il pensiero degli interlocutori. Hanno appreso come scoprire nel mondo circostante le sfumature, gli impalpabili “segnali”, le minime espressioni per identificare l’amico e il nemico, il pericolo e la sicurezza, l’utilità e l’inutilità, l’accettazione e il rifiuto. Hanno accumulato in questo modo un immenso patrimonio di sapere e di cultura: costruito nella sofferenza, conservato nell’isolamento, rafforzato nell’incomprensione, cresciuto nell’indifferenza, rifiutato e sconosciuto.

Da tutto questo è nata una “comunità” vera, unica e affascinante, ricca di storia, di tradizioni, di sapienza, forte di sacrifici, di lotte, di orgoglio e di speranze. La “comunità dei sordi”, vissuta nel silenzio, isolata ed ignorata, quasi invisibile, ha trovato nel tempo la sua identità formata giorno dopo giorno dalla inesauribile volontà di ottenere il riscatto e l’integrazione, di conquistare i diritti sognati e sperati da millenni.

Da alcuni anni la “comunità dei sordi” è guidata, per la prima volta nella sua storia, da una donna, Ida Collu, Presidente Nazionale dell’Ente Nazionale Sordomuti. Forse per questo le battaglie della comunità stanno trovando sempre più consenso e sempre più adesioni anche tra gli “udenti”. Forse, per questo la “comunità silenziosa” sta acquistando coscienza di un ruolo nuovo nella società, dove può portare un grande e sapiente contributo per la costruzione di un rinnovato sistema sociale e di una più avanzata civiltà.

La prima grande conquista dei sordi nasce nella scuola e dalla scuola. Ida Collu infatti la pone al centro del suo impegno:

«Il bambino sordo si trova di fronte ad un contesto socio-culturale che utilizza prevalentemente l’aspetto vocale - e quindi uditivo -per comunicare: proprio quello che gli manca! Per cui quella che per un bambino udente è una acquisizione spontanea, per il sordo diviene difficilissima e faticosa. E allora la comunicazione, che è una esigenza antropologica insopprimibile, trova altre vie, sfruttando il canale visivo che nel sordo è integro. Si viene così a costruire, con la comunicazione di concetti attraverso i segni, un nuovo linguaggio».

Ma la Presidente dell’ENS va molto oltre:«È questo il momento essenziale per la vita di un sordo. Il bambino può essere messo in condizioni di comunicare con la società degli udenti in maniera piena e completa solo se la scuola si aprirà totalmente applicando, tra l’altro, la risoluzione dell’Unione Europea del 17 giugno 1988, ribadita il 18 novembre 1998: abolire qualunque ostacolo all’uso della lingua dei segni. La Francia, un esempio per gli altri paesi europei, sta già inserendo l’insegnamento della lingua dei segni nei programmi delle scuole pubbliche iniziando dalle elementari. L’Italia ha tutte le caratteristiche culturali e sociali per porsi alla guida di un radicale cambiamento della società, per questo l’ENS vuole che l’Italia diventi il laboratorio più moderno per l’integrazione globale ed il modello più avanzato di società solidale».

Nuove generazioni

La molteciplità dei modi di comunicare tra bambini rende possibile integrare i sistemi consentendo alle nuove generazioni di vivere senza steccati: la parola non è il solo modo per esprimersi. Sempre più la comunicazione visiva sta diventando lo strumento più diffuso per il trasferimento del sapere, dell’informazione e della cultura.

Ma le televisioni e tutti i sistemi in video propongono e cercano sempre più un linguaggio sintetico fatto di simboli, di gesti, di icone e di espressioni.

Anche le emozioni vengono sempre meno mediate dalla parola e sempre più prodotte e trasmesse attraverso le immagini. I giovani comunicano sempre più con moduli semplificati e gestuali, costruendo di fatto nuovi linguaggi e nuove forme comunicative. L’uso del digitale e dei moderni sistemi di videotelefonia stanno modificando radicalmente la cultura, i metodi di vivere, di pensare e di lavorare delle nuove generazioni.

L’intero pianeta si avvia alla costruzione di un sistema di vita dove saranno protagoniste esclusivamente le tecnologie avanzate, strumenti che stanno aprendo scenari e possibilità di vita inimmaginabili. I sordi padroneggiano ed usano meglio di chiunque altro queste tecnologie avanzate che, tra l’altro, contribuiscono a migliorare e a perfezionare.

Riescono a muoversi nel mondo del virtuale con estrema naturalezza e sanno utilizzarlo ottenendo il massimo possibile. E tutto questo è naturale perché la “comunità silenziosa” possiede da secoli il più grande ed avanzato patrimonio di comunicazione globale ed integrata. Sono gli unici esseri viventi che sanno “ascoltare con gli occhi”.

La società moderna sta scoprendo che i problemi dello sviluppo più avanzato trovano risposta e soluzione proprio attraverso le inesplorate ricchezze delle realtà sociali da sempre emarginate e penalizzate. La migliore qualità della vita si raggiunge attraverso l’integrazione globale “deboli” e “forti”.

La comunità dei sordi diventa così un bene essenziale che può consentire di trovare le risposte pratiche alla comunicazione globale, alla mobilità e alla sicurezza per tutti, all’integrazione sociale nel lavoro e nel tempo libero, alla difesa della salute, alla formazione di una cultura senza barriere. Nascono impensabili tracciati di crescita della società e vie culturali mai percorse : basta attingere al “sapere sommerso” del pianeta dei diversi.

È la “rivoluzione” che ci propone Ida Collu: una “rivoluzione” pacifica che rende la società più ricca e l’esistenza umana più vivibile.

”Ponti”, programmi e comunicazione

L’ENS, con la Presidenza appassionata di Ida Collu, sta conducendo da anni una lunga e fondamentale battaglia affinché i servizi televisivi e telefonici diventino, sempre più, strumenti di comunicazione e di informazione anche per i sordi. Alcuni risultati importanti sono stati ottenuti e molti nuovi progetti stanno per essere realizzati. Le proposte di Ida Collu stanno creando grande interesse nel mondo delle comunicazioni perché stanno provocando innovazioni e perfezionamenti di enorme utilità anche per il miglioramento della qualità della vita degli udenti. Si sta formando attorno alla “ comunità silenziosa” un vero e proprio “laboratorio” per l’integrazione globale attraverso le comunicazioni, guidato e animato dal Presidente del CO.RE.COM del Piemonte Pierumberto Ferrero e coinvolgente sempre più le Istituzioni e gli operatori del settore. E’ alla firma un protocollo d’intesa tra la Conferenza del CO.RE.COM e l’ENS che prevede un’ampia collaborazione operativa tra le due Istituzioni per risolvere «tutte le questioni concernenti la salvaguardia dei diritti e le legittime esigenze dei cittadini con disabilità sensoriale nel settore delle comunicazioni e degli audiovisivi». Diverse linee di collaborazione, in molteplici settori, sono avviate con l’ENS dal responsabile del Segretariato Sociale RAI, Carlo Romeo. Un’altra collaborazione è già operativa tra l’ENS ed il programma per ragazzi “Screensaver” di RAI-Tre dove la produttrice Mussi Bollini ed il regista Paolo Severini hanno inserito alcuni ragazzi sordi in un laboratorio creativo formato da udenti e non udenti. L’ENS sta anche collaborando con la trasmissione di RAI-Uno per i più piccini, “l’Albero Azzurro”, dove il coordinatore degli autori Mauro Carli sta studiando le modalità di integrazione. Anche con le Televisioni private stanno nascendo nuove prospettive. Un esempio è il progetto promosso e coordinato dal Responsabile dell’Ufficio Legale dell’ENS, Roberto Serio, in collaborazione con l’Assessore alle attività sociali della Provincia di Palermo, Giovanbattista Mammana attraverso l’emittente privata CTS, Compagnia Televisiva Siciliana, dove andrà tra poco in onda un TG per non udenti interamente autogestito: una vera novità in Italia. Alcuni progetti simili si stanno realizzando in altre Regioni, come Piemonte e Lazio. Nel settore della telefonia sono avviati modernissimi programmi di integrazione. La Telecom, in accordo con l’ENS, ha messo in cantiere dei servizi altamente innovativi che aprono finalmente le porte ad una vera e concreta integrazione sociale per i non udenti. Uno di questi è il servizio 4111 di Telecom Italia che consentirà anche ai sordi di eseguire le chiamate di emergenza e di soccorso attraverso tecnologie sofisticatissime. Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, ha da poco presentato con Ida Collu, nella sede nazionale dell’ENS, il “servizio ponte” che sarà gestito dall’Ente in coordinamento con l’Assessore agli affari sociali Anna Teresa Formisano. Voluto da Ida Collu e coordinato da Roberto Serio sta nascendo anche il “servizio ponte” a Palermo che sarà presto seguito da altri “ponti” ancora. Sono solo alcuni esempi della “rivoluzione” nelle comunicazioni, avviata da Ida Collu e dall’ENS, per abbattere finalmente i confini tra il silenzio e la parola.

^ torna ad inizio pagina