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Articolo di Yasmin Ravaglia
Fotografie di Paolo Parente
Sorda, muta e bellissima, e con una grande passione per le canzoni italiane di cui è straordinaria interprete. Candida intervista con questa ragazza veramente speciale sotto gli occhi divertiti e stupefatti di un popolare divo dei nostri giorni.
Arriva con falcata felina e silenziosa, nonostante dieci cm di tacco cui non rinuncia mai e che la innalzano a 1.87 d’altezza. Silenziosa, come la realtà in cui vive, entra attraverso la mia porta di casa con un sorriso dolcissimo e i suoi bellissimi occhi verdi, che le scintillano.
Edoardo
Costa, 37 anni di Varese, dopo aver conseguito il diploma di geometra
si iscrive all’Isef, ma la chiamata al servizio militare (sceglie
di fare il carabiniere alla caserma di Via Vincenzo Monti a Milano) lo
costringe ad abbandonare gli studi. Ma è proprio durante il servizio
di leva che inizia a fare il modello.
Si china per darmi un lungo ed intenso abbraccio, di quelli sentiti, veri, poi ci guardiamo profondamente negli occhi : questo è il nostro modo di salutarci ! Faccio accomodare Olena in salone... assieme a lei c ’è il traduttore.
Ho messo su l’acqua per il tè, oramai so che Lena non beve caffè, ma con voce gutturale mi dice “acqua” e io gliela porto, mentre spengo la fiamma sotto il bollitore. Si accomoda sul divano di pelle, ma si rialza subito per guardare le foto nelle cornici sullo scrittoio; attenta, m’indica le persone, io le dico che si tratta dei miei genitori, nonni, poi si sofferma su una foto di mia sorella e, col linguaggio dei segni, mi fa capire che è molto bella e che ci rassomigliamo.
Olena è sordomuta, come i suoi genitori e la sorella; è arrivata in Italia dall’Ucraina solo perché rassicurata dalla presenza di sua sorella maggiore, che era già qui. Non avrebbe mai avuto il coraggio di venire in un Paese straniero senza un punto di riferimento, un appoggio familiare. E’ partita con un obiettivo preciso : trovare un lavoro per mantenersi e poi fare la modella a Milano. Ma un giorno, inaspettatamente, la sua vita ha inforcato una strada parallela........
Da
bambina era difficile tenermi a freno, quella tranquilla era mia sorella.
Poi crescendo, i nostri caratteri si sono come scambiati… io sono
diventata più riflessiva, lei più ribelle.
Olena, da quanto tempo sei in Italia e chi hai lasciato
nel Tuo Paese d’origine?
Sono arrivata nel 2001, ormai sono qui da tre anni. Ho lasciato la mia
numerosa famiglia. In Ucraina, oltre ai miei genitori ho lasciato i nonni
e tanti zii e cugini da parte di mamma.
Non potendo usare il telefono, con quali altri mezzi
comunicate?
Soffro moltissimo il distacco da loro... siamo una famiglia molto unita.
Fortunatamente, ho qui mia sorella con la quale coabito e nei momenti
di forte melanconia mi “attacco” letteralmente a lei! (ride).
Per comunicare usiamo il fax - quando abbiamo più cose da raccontarci
-, altrimenti c’inviamo sms.
Quale politica il tuo Paese ha attuato nei confronti
delle persone diversabili e come hai vissuto il periodo del cambiamento
politico?
Vedi, io sono nata nel periodo più difficile per il mio Paese,
vale a dire verso la fine dell’URSS. Chi aveva un handicap - di
qualsiasi natura - viveva una realtà d’iper-assistenzialismo,
da un lato, di totale lassismo, dall’altro! Da bambina ero iper-protetta
dallo Stato, per quanto concerneva la scuola; ho sempre e solo frequentato
scuole per non udenti. Tutto era spesato dallo Stato, anche le ferie e
i viaggi durante le festività. Invece, dal punto di vista medico,
la mia sordità non è mai stata diagnosticata: non mi ha
mai visitato un medico. Quindi, non si è neppure tentata una cura
per salvare o migliorare il mio residuo uditivo!
Da bambina era difficile tenermi a freno, quella tranquilla era mia sorella. Poi crescendo, i nostri caratteri si sono come scambiati… io sono diventata più riflessiva, lei più ribelle
Il
primo successo di Edoardo Costa risale a “Valeria medico legale” con
Claudia Koll. Poi altre fiction e infine la popolarità con “Vivere”.
Nella foto, Olena e Edoardo sono fotografati con Yasmin Ravaglia (autrice
del servizio) e con le truccatrici Ida e Grazia.
Qual è il viaggio più bello, che hai fatto
assieme alla Tua classe?
Sono andata spesso al mare ad Odessa e a tredici anni sono rimasta per
tre mesi in vacanza a Cuba...
...Avendo in comune un regime socialista!
Sì, eravamo molto legati a quel Paese. Sono stata benissimo...
Il caldo, il mare ed il sole (le s’illumina il viso)... Poi, con
la caduta dell’URSS, le cose sono drasticamente cambiate.
Un esempio: le pensioni d’invalidità?
Sia mia sorella, io e i nostri genitori percepiamo una pensione d’invalidità.
Prima con essa ci si poteva vivere. L’Ucraina è, tra gli
ex territori sovietici, uno dei più deboli economicamente - siamo
diventati tutti molto più poveri. I prezzi sono aumentati, mentre
le pensioni sono diminuite. Percepiamo 6, 00 Euro mensili a testa…
sufficienti per pane e latte per un giorno! A Mosca ne prendono 70, 00.
Olena, la Tua sordità è ereditaria: sia
i Tuoi genitori, che Tua sorella sono anch’essi sordomuti. L’essere
un nucleo famigliare composto di sole persone non udenti, vi ha portato
a chiudervi in un “vostro microcosmo”, oppure non avete avuto
particolari problemi d’integrazione e socializzazione con le persone
che sentivano?
La mia famiglia è sempre stata molto aperta, non sentivamo la “problematica-integrazione”,
anche se io ho sempre e solo avuto amici sordomuti. E’ solo da quando
sono in Italia, che ho anche qualche amicizia udente... Te, Yasmin (mi
sorride) e pochi altri. Per il resto, attraverso mia sorella, frequento
persone sordomute anche qui. Mi sento perfettamente uguale agli udenti,
non provo invidie o gelosie. L’avere quasi esclusivamente amicizie
non udenti è giustificato dal fatto, che ho frequentato solo scuole
per sordomuti fino al diploma. Quindi, i miei amici sono in prevalenza
coloro che erano i miei compagni di scuola! Tra l’altro, in Ucraina,
c’è un tasso elevatissimo di persone non udenti.

“Olena-bambina” ha mai sofferto per la sua
sordità?
No, non ne ho mai sofferto. Io sono nata udente; ho perso l’udito
all’età di un anno... esattamente come mia sorella! Essendo
di natura ereditaria sarei diventata sorda, in ogni caso. Il fatto di
aver cambiato casa, poco dopo essere nata, durante la stagione più
fredda ed essere stata ricoverata in ospedale per un forte raffreddamento
può aver accelerato la mia sordità! Comunque, ho un leggero
residuo uditivo...
Infatti, ogni tanto ti ho visto con un apparecchio acustico....
Sì, mi serve per recepire i toni bassi della musica e... i rumori,
che però io non sono in grado di decifrare!
Forse perché non sei mai stata abituata ad ascoltare...
il suono equivale a rumore per Te!
Penso, che quello che dici sia esatto... per me è molto difficile
valutare la cosa e spiegare “cosa sento” ad un udente non
ho mai vissuto l’esperienza del “sentire”! E’
come se un cieco dalla nascita mi chiedesse di spiegargli i colori!
Com’è stata tua infanzia, hai dei ricordi
cui sei particolarmente legata?
Da bambina ero molto esuberante, difficilissimo tenermi a freno (ride),
mentre mia sorella era molto più tranquilla...poi, crescendo, i
nostri caratteri si sono smussati: io sono diventata più riflessiva,
mentre mia sorella ha acquisito un atteggiamento impulsivo, talvolta ribelle!
Comunque, siamo due ragazze toste!
… Ho ricordi divertenti legati ad una mia zia, che si truccava in
modo marcato e portava le scarpe col tacco; teneva i trucchi nella borsetta
e io le “rubavo” trucchi e scarpe e mi mettevo a girovagare
per casa... con un clownesco mascherone sulla faccia, traballante su quelle
scarpe troppo grandi per me! (ride divertita....come se stesse rivivendo
quei momenti). Una volta, mentre mia madre era al lavoro e mio padre era
a casa a badare a me - in realtà stava guardando il calcio in tv!
- gli sono passata davanti col viso “impiastrato” da strati
di cipria, ombretto, fard e col rossetto sbavato... per poco non cadeva
dalla sedia! A scuola, poi, comandavo io (ride); finite le ore in classe,
se io avevo voglia di giocare... non c’era verso per farmi cambiare
idea: obbligavo tutti a giocare!
Però, ero voluta bene da tutti, perché considerata il paladino
dei più deboli. Non temevo niente e nessuno e, se per caso, qualcuno
rubava una mela - che ci davano per merenda - ad un altro bambino... all’altro
non gliela facevo passare liscia! (ride)…
Molto
movimentata e all’insegna del gossip la vita privata di Edoardo
Costa. A lungo fidanzato con Alena Seredova, ha avuto molti flirt con
belle ragazze del mondo dello spettacolo. Gli va però riconosciuto
un serio impegno sociale. Sia nel 2003 che nel 2004 ha posato per due
calendari sexy i cui ricavati sono stati destinati all’iniziativa
“Il Respiro del mondo – Progetto Africa” che ha come
obiettivo quello di realizzare due asili per i bambini del Senegal
Da un lato, un atteggiamento da vero “maschiaccio”
e dall’altro, una ricerca precoce di “femminilità”.
Sì, è vero... e sono tuttora così: sono molto femminile
esteriormente e mi piace esserlo, ma il mio carattere decisionista e talvolta
da “maschiaccio” è rimasto! Quando, da piccola, mia
mamma mi chiedeva cosa avrei voluto fare da grande, le rispondevo sempre:
“La modella!”. Lo sono diventata, ma differentemente dalla
maggioranza delle modelle.. io non vivo in funzione del mio corpo. Io
sono cocciuta.. se non mi piace un abito, perché lo trovo volgare,
se mi chiedono foto in topless o troppo sexy... me ne vado! Per lavorare
bene, devo sentirmi a posto con me stessa, con i miei principi... sfilare
e posare devono essere un divertimento per me!
Hai iniziato a fare la modella qui in Italia?
Presa la maturità in Ucraina, ho lavorato per sei mesi come segretaria,
a salario minimo.. e potevo pure ritenermi fortunata: in Ucraina, il massimo
cui può aspirare un sordomuto è poter lavorare in una fabbrica,
da sottopagato! Finite le scuole, ti lasciano al tuo destino: l’handicap
viene fatto pesare molto. Ho fatto qualche piccola sfilata, senza essere
pagata, prima di decidere di partire per l’Italia. Qui, c’era
già mia sorella… cui sono legatissima! Sono partita, con
due obiettivi: trovarmi un lavoro qualsiasi, purché onesto, e ricongiungermi
a lei!
Dopodiché, avrei iniziato a girare per casting nelle varie Agenzie
di Milano: così ho fatto!
Poco dopo esserti stabilita qui, hai iniziato a partecipare
a vari Concorsi di Bellezza: nel 2001 “Star of the Year”,
in cui sei arrivata 4° a livello Nazionale; nel 2003 “New Model
of the Year”, tenutosi a Teramo e, sempre nel 2003 sei arrivata
alle semifinali di “Miss Mondo”, svoltesi ad Ancona…
Esatto! L’unico Concorso cui ho rinunciato è stato “Miss
Mondo – Non Udenti 2004”, perché sono stata chiamata
ad interpretare la parte di protagonista femminile in un lungometraggio.
In “Miss Mondo-Non Udenti”, che si sarebbe tenuto in Cecoslovacchia,
ero già qualificata tra le finaliste per il Titolo Mondiale…
ma i due impegni si sovrapponevano e ho dovuto fare una scelta!
Olena, tornando alla tua decisione a favore dell’esperienza
di recitare… direi una scelta azzeccata! Dino Maucci, giovane regista
molto promettente, ha letto un articoletto su di te in un giornale locale
e….
A seguito dei Concorsi cui ho partecipato ed al fatto che fossi sordomuta,
un giornalista ha scritto un articolo su di me, che è stato pubblicato
su un giornale locale, correlato da bei primi piani. Pochi giorni dopo,
ha chiamato questo giornalista e ha detto al mio traduttore, che mi aveva
cercato un Regista. Maucci ha voluto incontrarmi, abbiamo provato qualche
scena… ma le riprese sono iniziate molto più avanti - circa
un anno fa - perché non aveva ancora una sceneggiatura definita…
e non era neppure prevista una protagonista sordomuta. Il film è
nato su una base, una traccia surreale… Per il resto io non avevo
copione, siccome non leggo bene l’italiano, e anche gli altri attori
hanno spesso improvvisato quanto suggerito, al momento, dal regista.

Lena, spiegaci a grandi linee la trama del Lungometraggio
della durata di un’ora e mezzo…
Il titolo provvisorio è “Le Mose”, che è un
quartiere industriale di Piacenza. Maucci, mescola vari generi... il surreale,
il fantascientifico, l’onirico ed il realismo trasfigurato nel viscerale
attaccamento alla sua “terra”, alla natura limitrofa al fiume
Po’. In realtà, la pellicola narra di una grande storia d’amore.
Il film inizia, riprendendo un giovane professore solitario, mentre disegna
la mattina ciò che ha sognato durante la notte: in uno di questi
schizzi è raffigurato il mio viso. Durante un pic-nic, in cui realtà
e sogno si confondono, io e lui c’incontriamo e c’innamoriamo.
Fisicamente, il mio personaggio muore quasi all’inizio, annegando
dopo essere scivolato dall’albero sul quale si è arrampicato
per “cantare”, col linguaggio gestuale, il suo l’immenso
amore. Lui non si darà pace… e tra visioni, flashback, altalenarsi
di me “bambina” e me “adulta”… mi ritrova
in una macchina, nel quartiere industriale dove vivono e lavorano automi…
robot parlanti, che si mescolano tra la gente. Il film termina, mentre
lui mi porta via sull’automobile ed incredulo si pone il dubbio,
se io sia reale oppure no…. Sul mio viso scorre una lacrima….
Da quanto mi è dato da capire, si gioca molto
sui primi piani, sulle suggestioni e le atmosfere. E’ vero, che
nella scena della visione onirica del Tuo personaggio, ripreso da bambina
e poi da adulta.. in un continuo di passaggi d’età.... Maucci
ha ingaggiato per la parte, una bambina sordomuta?
Sì, ha capito che le nostre movenze ed espressioni del viso erano
analoghe! Prendere una bambina udente, facendole recitare una parte da
sordomuta… sarebbe stato un errore… soprattutto in un contesto,
come quello di questo lungometraggio, in cui i visi e certi particolari
vengono “rapiti” dai primi piani della cinepresa!
Il Film quando uscirà nelle sale? Ho sentito,
che dovrebbe essere distribuito da una Casa di Produzione molto importante!
Dovrebbe uscire ad Ottobre, per quanto riguarda la Casa Distributrice
non ho ancora l’autorizzazione a parlarne!
Vivo
con enormi sensi di colpa! So di peccare di vanità, ma mi piaccio
e non mi vergogno di ammettere che mi diverte sfilare, farmi fotografare…
Olena, vorrei tornare brevemente sull’argomento
“fede”: sei “Avventista del Settimo giorno”…
Sì e sono molto religiosa. Noi Avventisti abbiamo un rapporto diretto
con Dio.. non abbiamo intermediari come in altre Chiese cristiane. Crediamo
molto nella figura carismatica di Cristo. Quello che ci viene tolto, ci
viene ridato in altra forma. Soffro per i bambini che muoiono o per le
guerre, ma non sono in grado di giudicare, perché ciò accada…
Dio giudicherà! …. E giudicherà il singolo, in conformità
a come si è comportato in vita.
L’accettazione “perché così
vuole Dio”… può essere considerata una scappatoia,
oppure un’illusione cui aggrapparsi. Olena, essere sordomuta non
ha mai fatto vacillare la Tua fede?
No. Sono stata cresciuta nella convinzione, che tutto è marginale
rispetto all’essenza: Dio ha dato a tutti noi un’anima pura…
è il libero arbitrio a rendere una persona buona o malvagia. Non
imputo colpe a Dio per essere sordomuta. L’importante è mantenere
integri i propri principi e la nostra anima: il corpo è marginale
rispetto all’essenza!
Olena, non Ti sembra di essere contraddittoria?…
In fin dei conti Tu fai un lavoro, che si basa proprio sulla fisicità,
sull’immagine! Una modella mostra il suo corpo… certamente
non l’anima!
Infatti, io vivo con enormi sensi di colpa! Secondo il mio Credo, so di
peccare di vanità… ma mi piaccio e non ho vergogna ad ammettere,
che mi diverte sfilare e farmi fotografare. Sarei ipocrita se dicessi
il contrario! Ciononostante, mi faccio problemi… In ogni modo, se
vivessi realmente solo in funzione della mia esteriorità, avrei
già lasciato il lavoro nella Casa Famiglia in cui faccio i mestieri
la mattina... e mi sarei trasferita a Milano, rendendomi sempre disponibile,
cedendo a compromessi… per ottenere una spinta nella carriera!
La Tua grande passione è… “cantare”…
so, che fai serate con una cantante professionista, Cinzia, e che presto
uscirà un vostro DVD. Olena, spiegaci come ciò sia possibile!
È una delle cose più difficili, per me, spiegare a voi udenti
quello che sento dentro di me, mentre canto e che cosa cerco di trasmettere
io agli altri. Prima di tutto, io ho un residuo uditivo che, con l’ausilio
di un apparecchio acustico, mi permette di sentire i toni bassi e le vibrazioni…
sia nell’ambiente, che dal pavimento. Si sostiene, che noi abbiamo
cinque sensi… mentre ne abbiamo di più! Privati di uno, quelli
rimanenti si potenziano… e si raddoppiano, triplicano! Che cosa
sento?… non posso spiegarlo con termini di chi è udente…
potrei definirlo “spostamento d’aria” – in caso
di musica ad alto volume – “vibrazioni” piacevoli, che
mi danno la gioia di ballare e di cantare col linguaggio delle mani, accompagnata
dal movimento del mio corpo e dal movimento labiale… perché
mi faccio tradurre le parole delle canzoni ! Io canto… da sordomuta,
assieme ad una cantante udente…
Come immagini il Tuo futuro?
A parte il sogno di una “grande” carriera artistica (ride),
spero di andare avanti con il progetto musicale. Più in avanti,
vorrei trovare un lavoro conforme al mio diploma.
… e in amore?
Non ci voglio pensare al momento! Ho bei progetti lavorativi… che
gli uomini aspettino! (ridiamo complici)