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Vincere: dall'handicap all'handicÙP!

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In Copertina

EDOARDO COSTA IN... CONCERTO
CANTA PER ME Olena

Articolo di Yasmin Ravaglia
Fotografie di Paolo Parente

Sorda, muta e bellissima, e con una grande passione per le canzoni italiane di cui è straordinaria interprete. Candida intervista con questa ragazza veramente speciale sotto gli occhi divertiti e stupefatti di un popolare divo dei nostri giorni.

Arriva con falcata felina e silenziosa, nonostante dieci cm di tacco cui non rinuncia mai e che la innalzano a 1.87 d’altezza. Silenziosa, come la realtà in cui vive, entra attraverso la mia porta di casa con un sorriso dolcissimo e i suoi bellissimi occhi verdi, che le scintillano.

Edoardo Costa, 37 anni di Varese, dopo aver conseguito il diploma di geometra si iscrive all’Isef, ma la chiamata al servizio militare (sceglie di fare il carabiniere alla caserma di Via Vincenzo Monti a Milano) lo costringe ad abbandonare gli studi. Ma è proprio durante il servizio di leva che inizia a fare il modello.

Si china per darmi un lungo ed intenso abbraccio, di quelli sentiti, veri, poi ci guardiamo profondamente negli occhi : questo è il nostro modo di salutarci ! Faccio accomodare Olena in salone... assieme a lei c ’è il traduttore.

Ho messo su l’acqua per il tè, oramai so che Lena non beve caffè, ma con voce gutturale mi dice “acqua” e io gliela porto, mentre spengo la fiamma sotto il bollitore. Si accomoda sul divano di pelle, ma si rialza subito per guardare le foto nelle cornici sullo scrittoio; attenta, m’indica le persone, io le dico che si tratta dei miei genitori, nonni, poi si sofferma su una foto di mia sorella e, col linguaggio dei segni, mi fa capire che è molto bella e che ci rassomigliamo.

Olena è sordomuta, come i suoi genitori e la sorella; è arrivata in Italia dall’Ucraina solo perché rassicurata dalla presenza di sua sorella maggiore, che era già qui. Non avrebbe mai avuto il coraggio di venire in un Paese straniero senza un punto di riferimento, un appoggio familiare. E’ partita con un obiettivo preciso : trovare un lavoro per mantenersi e poi fare la modella a Milano. Ma un giorno, inaspettatamente, la sua vita ha inforcato una strada parallela........

 Da bambina era difficile tenermi a freno, quella tranquilla era mia sorella. Poi crescendo, i nostri caratteri si sono come scambiati… io sono diventata più riflessiva, lei più ribelle.

Olena, da quanto tempo sei in Italia e chi hai lasciato nel Tuo Paese d’origine?

Sono arrivata nel 2001, ormai sono qui da tre anni. Ho lasciato la mia numerosa famiglia. In Ucraina, oltre ai miei genitori ho lasciato i nonni e tanti zii e cugini da parte di mamma.

Non potendo usare il telefono, con quali altri mezzi comunicate?

Soffro moltissimo il distacco da loro... siamo una famiglia molto unita. Fortunatamente, ho qui mia sorella con la quale coabito e nei momenti di forte melanconia mi “attacco” letteralmente a lei! (ride). Per comunicare usiamo il fax - quando abbiamo più cose da raccontarci -, altrimenti c’inviamo sms.

Quale politica il tuo Paese ha attuato nei confronti delle persone diversabili e come hai vissuto il periodo del cambiamento politico?

Vedi, io sono nata nel periodo più difficile per il mio Paese, vale a dire verso la fine dell’URSS. Chi aveva un handicap - di qualsiasi natura - viveva una realtà d’iper-assistenzialismo, da un lato, di totale lassismo, dall’altro! Da bambina ero iper-protetta dallo Stato, per quanto concerneva la scuola; ho sempre e solo frequentato scuole per non udenti. Tutto era spesato dallo Stato, anche le ferie e i viaggi durante le festività. Invece, dal punto di vista medico, la mia sordità non è mai stata diagnosticata: non mi ha mai visitato un medico. Quindi, non si è neppure tentata una cura per salvare o migliorare il mio residuo uditivo!

Da bambina era difficile tenermi a freno, quella tranquilla era mia sorella. Poi crescendo, i nostri caratteri si sono come scambiati… io sono diventata più riflessiva, lei più ribelle

 Il primo successo di Edoardo Costa risale a “Valeria medico legale” con Claudia Koll. Poi altre fiction e infine la popolarità con “Vivere”. Nella foto, Olena e Edoardo sono fotografati con Yasmin Ravaglia (autrice del servizio) e con le truccatrici Ida e Grazia.

Qual è il viaggio più bello, che hai fatto assieme alla Tua classe?

Sono andata spesso al mare ad Odessa e a tredici anni sono rimasta per tre mesi in vacanza a Cuba...

...Avendo in comune un regime socialista!

Sì, eravamo molto legati a quel Paese. Sono stata benissimo... Il caldo, il mare ed il sole (le s’illumina il viso)... Poi, con la caduta dell’URSS, le cose sono drasticamente cambiate.

Un esempio: le pensioni d’invalidità?

Sia mia sorella, io e i nostri genitori percepiamo una pensione d’invalidità. Prima con essa ci si poteva vivere. L’Ucraina è, tra gli ex territori sovietici, uno dei più deboli economicamente - siamo diventati tutti molto più poveri. I prezzi sono aumentati, mentre le pensioni sono diminuite. Percepiamo 6, 00 Euro mensili a testa… sufficienti per pane e latte per un giorno! A Mosca ne prendono 70, 00.

Olena, la Tua sordità è ereditaria: sia i Tuoi genitori, che Tua sorella sono anch’essi sordomuti. L’essere un nucleo famigliare composto di sole persone non udenti, vi ha portato a chiudervi in un “vostro microcosmo”, oppure non avete avuto particolari problemi d’integrazione e socializzazione con le persone che sentivano?

La mia famiglia è sempre stata molto aperta, non sentivamo la “problematica-integrazione”, anche se io ho sempre e solo avuto amici sordomuti. E’ solo da quando sono in Italia, che ho anche qualche amicizia udente... Te, Yasmin (mi sorride) e pochi altri. Per il resto, attraverso mia sorella, frequento persone sordomute anche qui. Mi sento perfettamente uguale agli udenti, non provo invidie o gelosie. L’avere quasi esclusivamente amicizie non udenti è giustificato dal fatto, che ho frequentato solo scuole per sordomuti fino al diploma. Quindi, i miei amici sono in prevalenza coloro che erano i miei compagni di scuola! Tra l’altro, in Ucraina, c’è un tasso elevatissimo di persone non udenti.

“Olena-bambina” ha mai sofferto per la sua sordità?

No, non ne ho mai sofferto. Io sono nata udente; ho perso l’udito all’età di un anno... esattamente come mia sorella! Essendo di natura ereditaria sarei diventata sorda, in ogni caso. Il fatto di aver cambiato casa, poco dopo essere nata, durante la stagione più fredda ed essere stata ricoverata in ospedale per un forte raffreddamento può aver accelerato la mia sordità! Comunque, ho un leggero residuo uditivo...

Infatti, ogni tanto ti ho visto con un apparecchio acustico....

Sì, mi serve per recepire i toni bassi della musica e... i rumori, che però io non sono in grado di decifrare!

Forse perché non sei mai stata abituata ad ascoltare... il suono equivale a rumore per Te!

Penso, che quello che dici sia esatto... per me è molto difficile valutare la cosa e spiegare “cosa sento” ad un udente non ho mai vissuto l’esperienza del “sentire”! E’ come se un cieco dalla nascita mi chiedesse di spiegargli i colori!

Com’è stata tua infanzia, hai dei ricordi cui sei particolarmente legata?

Da bambina ero molto esuberante, difficilissimo tenermi a freno (ride), mentre mia sorella era molto più tranquilla...poi, crescendo, i nostri caratteri si sono smussati: io sono diventata più riflessiva, mentre mia sorella ha acquisito un atteggiamento impulsivo, talvolta ribelle! Comunque, siamo due ragazze toste!

… Ho ricordi divertenti legati ad una mia zia, che si truccava in modo marcato e portava le scarpe col tacco; teneva i trucchi nella borsetta e io le “rubavo” trucchi e scarpe e mi mettevo a girovagare per casa... con un clownesco mascherone sulla faccia, traballante su quelle scarpe troppo grandi per me! (ride divertita....come se stesse rivivendo quei momenti). Una volta, mentre mia madre era al lavoro e mio padre era a casa a badare a me - in realtà stava guardando il calcio in tv! - gli sono passata davanti col viso “impiastrato” da strati di cipria, ombretto, fard e col rossetto sbavato... per poco non cadeva dalla sedia! A scuola, poi, comandavo io (ride); finite le ore in classe, se io avevo voglia di giocare... non c’era verso per farmi cambiare idea: obbligavo tutti a giocare!

Però, ero voluta bene da tutti, perché considerata il paladino dei più deboli. Non temevo niente e nessuno e, se per caso, qualcuno rubava una mela - che ci davano per merenda - ad un altro bambino... all’altro non gliela facevo passare liscia! (ride)…

Molto movimentata e all’insegna del gossip la vita privata di Edoardo Costa. A lungo fidanzato con Alena Seredova, ha avuto molti flirt con belle ragazze del mondo dello spettacolo. Gli va però riconosciuto un serio impegno sociale. Sia nel 2003 che nel 2004 ha posato per due calendari sexy i cui ricavati sono stati destinati all’iniziativa “Il Respiro del mondo – Progetto Africa” che ha come obiettivo quello di realizzare due asili per i bambini del Senegal

Da un lato, un atteggiamento da vero “maschiaccio” e dall’altro, una ricerca precoce di “femminilità”.

Sì, è vero... e sono tuttora così: sono molto femminile esteriormente e mi piace esserlo, ma il mio carattere decisionista e talvolta da “maschiaccio” è rimasto! Quando, da piccola, mia mamma mi chiedeva cosa avrei voluto fare da grande, le rispondevo sempre: “La modella!”. Lo sono diventata, ma differentemente dalla maggioranza delle modelle.. io non vivo in funzione del mio corpo. Io sono cocciuta.. se non mi piace un abito, perché lo trovo volgare, se mi chiedono foto in topless o troppo sexy... me ne vado! Per lavorare bene, devo sentirmi a posto con me stessa, con i miei principi... sfilare e posare devono essere un divertimento per me!

Hai iniziato a fare la modella qui in Italia?

Presa la maturità in Ucraina, ho lavorato per sei mesi come segretaria, a salario minimo.. e potevo pure ritenermi fortunata: in Ucraina, il massimo cui può aspirare un sordomuto è poter lavorare in una fabbrica, da sottopagato! Finite le scuole, ti lasciano al tuo destino: l’handicap viene fatto pesare molto. Ho fatto qualche piccola sfilata, senza essere pagata, prima di decidere di partire per l’Italia. Qui, c’era già mia sorella… cui sono legatissima! Sono partita, con due obiettivi: trovarmi un lavoro qualsiasi, purché onesto, e ricongiungermi a lei!

Dopodiché, avrei iniziato a girare per casting nelle varie Agenzie di Milano: così ho fatto!

Poco dopo esserti stabilita qui, hai iniziato a partecipare a vari Concorsi di Bellezza: nel 2001 “Star of the Year”, in cui sei arrivata 4° a livello Nazionale; nel 2003 “New Model of the Year”, tenutosi a Teramo e, sempre nel 2003 sei arrivata alle semifinali di “Miss Mondo”, svoltesi ad Ancona…

Esatto! L’unico Concorso cui ho rinunciato è stato “Miss Mondo – Non Udenti 2004”, perché sono stata chiamata ad interpretare la parte di protagonista femminile in un lungometraggio. In “Miss Mondo-Non Udenti”, che si sarebbe tenuto in Cecoslovacchia, ero già qualificata tra le finaliste per il Titolo Mondiale… ma i due impegni si sovrapponevano e ho dovuto fare una scelta!

Olena, tornando alla tua decisione a favore dell’esperienza di recitare… direi una scelta azzeccata! Dino Maucci, giovane regista molto promettente, ha letto un articoletto su di te in un giornale locale e….

A seguito dei Concorsi cui ho partecipato ed al fatto che fossi sordomuta, un giornalista ha scritto un articolo su di me, che è stato pubblicato su un giornale locale, correlato da bei primi piani. Pochi giorni dopo, ha chiamato questo giornalista e ha detto al mio traduttore, che mi aveva cercato un Regista. Maucci ha voluto incontrarmi, abbiamo provato qualche scena… ma le riprese sono iniziate molto più avanti - circa un anno fa - perché non aveva ancora una sceneggiatura definita… e non era neppure prevista una protagonista sordomuta. Il film è nato su una base, una traccia surreale… Per il resto io non avevo copione, siccome non leggo bene l’italiano, e anche gli altri attori hanno spesso improvvisato quanto suggerito, al momento, dal regista.

Lena, spiegaci a grandi linee la trama del Lungometraggio della durata di un’ora e mezzo…

Il titolo provvisorio è “Le Mose”, che è un quartiere industriale di Piacenza. Maucci, mescola vari generi... il surreale, il fantascientifico, l’onirico ed il realismo trasfigurato nel viscerale attaccamento alla sua “terra”, alla natura limitrofa al fiume Po’. In realtà, la pellicola narra di una grande storia d’amore. Il film inizia, riprendendo un giovane professore solitario, mentre disegna la mattina ciò che ha sognato durante la notte: in uno di questi schizzi è raffigurato il mio viso. Durante un pic-nic, in cui realtà e sogno si confondono, io e lui c’incontriamo e c’innamoriamo. Fisicamente, il mio personaggio muore quasi all’inizio, annegando dopo essere scivolato dall’albero sul quale si è arrampicato per “cantare”, col linguaggio gestuale, il suo l’immenso amore. Lui non si darà pace… e tra visioni, flashback, altalenarsi di me “bambina” e me “adulta”… mi ritrova in una macchina, nel quartiere industriale dove vivono e lavorano automi… robot parlanti, che si mescolano tra la gente. Il film termina, mentre lui mi porta via sull’automobile ed incredulo si pone il dubbio, se io sia reale oppure no…. Sul mio viso scorre una lacrima….

Da quanto mi è dato da capire, si gioca molto sui primi piani, sulle suggestioni e le atmosfere. E’ vero, che nella scena della visione onirica del Tuo personaggio, ripreso da bambina e poi da adulta.. in un continuo di passaggi d’età.... Maucci ha ingaggiato per la parte, una bambina sordomuta?

Sì, ha capito che le nostre movenze ed espressioni del viso erano analoghe! Prendere una bambina udente, facendole recitare una parte da sordomuta… sarebbe stato un errore… soprattutto in un contesto, come quello di questo lungometraggio, in cui i visi e certi particolari vengono “rapiti” dai primi piani della cinepresa!

Il Film quando uscirà nelle sale? Ho sentito, che dovrebbe essere distribuito da una Casa di Produzione molto importante!

Dovrebbe uscire ad Ottobre, per quanto riguarda la Casa Distributrice non ho ancora l’autorizzazione a parlarne!

Vivo con enormi sensi di colpa! So di peccare di vanità, ma mi piaccio e non mi vergogno di ammettere che mi diverte sfilare, farmi fotografare…

Olena, vorrei tornare brevemente sull’argomento “fede”: sei “Avventista del Settimo giorno”…

Sì e sono molto religiosa. Noi Avventisti abbiamo un rapporto diretto con Dio.. non abbiamo intermediari come in altre Chiese cristiane. Crediamo molto nella figura carismatica di Cristo. Quello che ci viene tolto, ci viene ridato in altra forma. Soffro per i bambini che muoiono o per le guerre, ma non sono in grado di giudicare, perché ciò accada… Dio giudicherà! …. E giudicherà il singolo, in conformità a come si è comportato in vita.

L’accettazione “perché così vuole Dio”… può essere considerata una scappatoia, oppure un’illusione cui aggrapparsi. Olena, essere sordomuta non ha mai fatto vacillare la Tua fede?

No. Sono stata cresciuta nella convinzione, che tutto è marginale rispetto all’essenza: Dio ha dato a tutti noi un’anima pura… è il libero arbitrio a rendere una persona buona o malvagia. Non imputo colpe a Dio per essere sordomuta. L’importante è mantenere integri i propri principi e la nostra anima: il corpo è marginale rispetto all’essenza!

Olena, non Ti sembra di essere contraddittoria?… In fin dei conti Tu fai un lavoro, che si basa proprio sulla fisicità, sull’immagine! Una modella mostra il suo corpo… certamente non l’anima!

Infatti, io vivo con enormi sensi di colpa! Secondo il mio Credo, so di peccare di vanità… ma mi piaccio e non ho vergogna ad ammettere, che mi diverte sfilare e farmi fotografare. Sarei ipocrita se dicessi il contrario! Ciononostante, mi faccio problemi… In ogni modo, se vivessi realmente solo in funzione della mia esteriorità, avrei già lasciato il lavoro nella Casa Famiglia in cui faccio i mestieri la mattina... e mi sarei trasferita a Milano, rendendomi sempre disponibile, cedendo a compromessi… per ottenere una spinta nella carriera!

La Tua grande passione è… “cantare”… so, che fai serate con una cantante professionista, Cinzia, e che presto uscirà un vostro DVD. Olena, spiegaci come ciò sia possibile!

È una delle cose più difficili, per me, spiegare a voi udenti quello che sento dentro di me, mentre canto e che cosa cerco di trasmettere io agli altri. Prima di tutto, io ho un residuo uditivo che, con l’ausilio di un apparecchio acustico, mi permette di sentire i toni bassi e le vibrazioni… sia nell’ambiente, che dal pavimento. Si sostiene, che noi abbiamo cinque sensi… mentre ne abbiamo di più! Privati di uno, quelli rimanenti si potenziano… e si raddoppiano, triplicano! Che cosa sento?… non posso spiegarlo con termini di chi è udente… potrei definirlo “spostamento d’aria” – in caso di musica ad alto volume – “vibrazioni” piacevoli, che mi danno la gioia di ballare e di cantare col linguaggio delle mani, accompagnata dal movimento del mio corpo e dal movimento labiale… perché mi faccio tradurre le parole delle canzoni ! Io canto… da sordomuta, assieme ad una cantante udente…

Come immagini il Tuo futuro?

A parte il sogno di una “grande” carriera artistica (ride), spero di andare avanti con il progetto musicale. Più in avanti, vorrei trovare un lavoro conforme al mio diploma.

… e in amore?

Non ci voglio pensare al momento! Ho bei progetti lavorativi… che gli uomini aspettino! (ridiamo complici)

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