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Giornata Nazionale per le Lesioni Spinali

Al fianco di Alessio e Fabrizio gli angelisenzaali

il logo di angelisenzaali

La scatenata trentina ci scrive: “Ora finalmente, tutti insieme possiamo realizzare la Giornata Nazionale del Traumatizzato Spinale. E ne approfitteremo per fare il censimento dei Traumatizzati Spinali, primo passo per contarci e per contare di più

Quello che Alessio e Fabrizio chiedono è davvero musica per le mie orecchie: ho tentato tante volte di farlo, ma non ho avuto l’aiuto sufficiente per fare quello che ora, tutti insieme possiamo fare.

 Loredana Casagrande & Girolamo Sirchia: una accoppiata vincente, da oggi a fianco del progetto TUTTI IN PIEDI

Incominciamo a proclamare la Giornata Nazionale per i Traumatizzati Spinali. L’Associazione che io rappresento ha molti, troppi iscritti come noi, ma spesso, e voi lo sapete bene, sono piegati su se stessi, o spezzati dal dolore di doversi accettare, dall’indifferenza che vedono e toccano con mano tutti i giorni su tutto il territorio nazionale. Gli stessi famigliari, che cercano di difendere e proteggere questi ragazzi facendoli rimanere a casa, nel loro ambiente, dentro la casa, non sanno che, facendo così, inducono il ragazzo a restare isolato, gli fanno crescere dentro la paura di affrontare la gente, i compagni di scuola, il lavoro. Disperata da tutto questo, dopo tanti e tanti “viaggi della speranza, nel 2003 ho preso il coraggio a quattro mani e ho deciso di fare un Manifesto-Calendario molto provocatorio: ve lo faccio vedere, ogni foto ha un significato preciso. E’ stata un’iniziativa davvero forte, direi “terribile” da affrontare, ma con le stupende ragazze al mio fianco abbiamo vinto il pudore e la riservatezza, e ci siamo buttate, come un tuffo nell’oceano dell’indifferenza. E finalmente si sono accorti che esistiamo, che siamo donne vere, uomini veri, che abbiamo dignità, forza e voglia di urlare a tutti che siamo protagonisti tutti i giorni nella società, nelle nostre città, nel mondo del lavoro: e abbiamo tanto da dare.

 Con Loredana hanno partecipato al Calendario di AngeliSenzaAli, Vanessa, Anna, Simona, Patrizia, Lucia, Tina, Marianna, Lisa, Antonella e Daniela.

Non avete idea di quante telefonate abbiamo ricevuto, di quante domande impensabili, di quante parole crude dovute all’ignoranza, un’ignoranza totale della nostra realtà: ho risposto a tutte e a tutti con tutta la forza, la chiarezza e la verità che ho dentro.

Dopo pochi giorni, mi sono ritrovata davanti al Ministro della Salute, il dottor Girolamo Sirchia: abbiamo avuto un colloquio molto lungo, interessante, non fatto di promesse vaghe ma con un progetto reale e im- portante: ci stiamo a tutt’oggi lavorando insieme, esperti del settore e ricercatori.

E ora, tra le tante cose che vorrei dirvi e che sono certa potremo scambiarci da oggi, voglio parlarvi di un altro sogno. Un sogno, sì, che permetta di vincere le tante reticenze di tantissimi nostri compagni di sventura. Un sogno che si sposa con la vostra iniziativa: facciamo un Censimento dei Traumatizzati Spinali!

Primo, perché non sappiamo quanti siamo e che cosa rappresentiamo nel nostro Paese. Ma oggi, con l’aiuto di Vincere, di tutte le Associazioni, delle Fondazioni, dei Volontari e delle Persone, sembra più facile da realizzare.

Secondo, perché si deve sfatare l’idea dei Media, dei Politici e forse dell’opinione pubblica, che siamo “pochi”.

Terzo, perché la Società deve sapere che la nostra condizione riguarda tutta intera la… Società: sì perché la nostra patologia è prevalentemento frutto di fenomeni “sociali”, quali gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, lo sport, le attività del gioco e del tempo libero…

 Maria Antonietta Vannini premia il lavoro di Loredana Casagranda

E poi per tutte le ragioni che hanno animato la vostra decisione, caro Alessio e caro Fabrizio: la mancanza di una “giornata della lesione spinale”, è come se incoraggiasse l’attualità e l’importanza della Ricerca e dunque degli investimenti sullo studio e la cura delle patologie da trauma spinale.

Infine, per chiudere questa povera “guerra tra poveri” che facciamo a noi stessi e tra noi stessi; l’impossibilità di dialogo e di unione.

Uniti in un solo Ideale.
Lo slogan di Maria Teresa di Calcutta non è meno valido e meno attuale oggi, nel 2004. E farne una missione operativa è la nostra comune opportunità.



^ chi è Loredana Casagrande


Ecco l’idea - progetto che ANGELI-SENZA-ALI porta all’iniziativa di Alessio e Fabrizio per il lancio della giornata della lesione spinale: LA QUALITÀ DEL PRONTO INTERVENTO

Per ridurre al minimo i danni subiti dopo l’incidente stradale, o tuffo, o incidente sul lavoro, comunque subito dopo il trauma, la cosa più importante è il modo di soccorrere, il tempo che intercorre tra l’ora del trauma e l’intervento dello specialista, e SOPRATTUTTO IL MODO IN CUI TUTTO VIENE FATTO.

1.

Il tempo deve essere il più breve possibile, appena viene fatta la segnalazione di ”sospetta lesione spinale”, l’elicottero deve portare subito la persona traumatizzata nel Centro Unico Spinale. Qui, a qualsiasi ora del giorno e della notte, o di Natale o Festività, verrà chiamato il miglior specialista il quale potrà operare il traumatizzato non con una semplice laminectomia, o blocco delle vertebre e basta, ma intervenendo con il metodo, qui in Italia nuovo, ma già molto diffuso all’estero da ormai 15 anni: il Metodo del professor Harms.

E’ un intervento radicale, fatto in modo da asportare immediatamente dalla zona l’ematoma, portare ossigeno il più possibile sulla lesione e sul midollo, togliere tutti i frammenti ossei che possono ostruire il canale midollare e sostituire, se necessario, la vertebra con un cilindro di titanio, con dischi intervertebrali inclusi, e blocco delle vertebre per ultimo. Così la spina dorsale verrà sorretta, pulita, ossigenata, in modo da ridurre al minimo la lesione prodotta dall’urto o dal colpo subìto.

In questo modo, si può arrivare fino a un 60% di probabilità in meno di danni permanenti gravi e irreversibili. Questa tecnica viene attualmente praticata in tutto il mondo. E il primo risultato positivo può essere la fine dei cosiddetti “viaggi della speranza” e dei “pellegrinaggi” in altri stati Europei e Mondiali, come spesso, tuttora, tanti di noi devono ancora fare o hanno fatto per rimediare a una situazione già vecchia di anni.

2.

Peccato che in Italia questa struttura d’intervento non esista ancora. Uniamoci tutti, pretendiamola e rendiamola possibile.
Perché, come le fondamenta di una casa sono la base per la futura solidità di quella casa (anche in caso di…terremoti), così la nostra schiena potrà venir messa in condizioni adatte per consentire il miglior recupero, riducendo al minimo le possibilità di complicazioni.


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